La Crisi Irlandese

 

Gli irlandesi pagano gli errori delle banche (Bank of Ireland ha messo all’asta la ricca collezione di artisti irlandesi, scatenando la caccia al pezzo più bello). Degli aiuti dell’Unione Europea una larga fetta andrà proprio alle maggiori banche irlandesi che sono la causa della crisi, l’Irlanda aiuta le banche…l’UE aiuta l’Irlanda! C’è una questione che riguarda le regole che non esistono e dovrebbero limitare la libertà illimitata negli investimenti e una seconda questione che riguarda il debito pubblico del paese che può e deve essere limitato. Per quanto riguarda la crescita irlandese dubbi sono espressi da Standard & Poor’s che ha tagliato di due scalini (da A ad AA-) il rating del paese. Vediamo la manovra i punti centrali per la crescita sono: taglio di 24mila posti nel pubblico impiego, tassa di 100 euro sulle proprietà, riduzione del 12% del salario minimo (fra i più alti d’Europa) destinato a calare a 7,65 euro all’ora, aumento di due punti dell’Iva fino al 23%, imposta sui consumi d’acqua, riduzione del 10% dei salari pubblici per i neoassunti. Su tutto l’allargamento della base imponibile con un ricalcolo delle aliquote dell’Irpef, la cancellazione di sgravi per i pensionati e il taglio degli assegni previdenziali più rotondi (oltre i 60mila euro). Il risultato finale sarà la caduta della spesa pubblica al 36% del Pil contro il 49 degli anni più belli.default-ireland-greece.jpg
Salva per ora, ma la vera partita su questo capitolo si deve ancora giocare, l’aliquota del 12,5% sulle imprese, bandiera della riscossa economica irlandese capace come è stata di attrarre investimenti dall’estero. «E continua ad attrarli – commenta John Fitzgerald, responsabile dell’Esri, il più blasonato think tank economico irlandese – infatti si notano già segnali di sviluppo. L’export è tornato a crescere e la produzione industriale pure». oggi il 75% del debito pubblico e il 50% del debito bancario irlandese è infatti in mani estere. Una montagna di 113 miliardi di euro, che in Irlanda equivale a circa il 66% del Pil, è ostaggio dell’umore degli investitori non irlandesi. Se si considera che una buona fetta di questo debito (pari a 44 miliardi di dollari) è assicurata attraverso credit default swap e se si pensa che il 72% del mercato di queste polizze passa attraverso le cinque maggiori banche Usa, il problema diventa ancora più serio: il debito irlandese, in fin dei conti, parrebbe influenzato dalle decisioni di pochi grandi gruppi bancari.

 

La Crisi Irlandeseultima modifica: 2010-11-28T16:27:59+00:00da guyfaux
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